Tra gli atleti di medie e lunghe distanze, si tende a fare una certa confusione tra il cosiddetto “medio” e la “tempo run”. Spesso, infatti, mi capita di osservare allenamenti definiti come medi, nei quali tuttavia l’atleta in questione esprime uno sforzo prossimo a quello della gara. Molto più raramente, tra gli amatori, mi capita d’imbattermi nella definizione di tempo run, che è di più recente acquisizione e che sovente, appunto, non finisce per esser altro che una errata interpretazione della corsa media. In realtà, si tratta di due tipologie di allenamento complementari e per certi aspetti anche intersecabili tra loro (nel cosiddetto medio variato), ma comunque profondamente diverse anche nella funzione cui assolvono. Il medio è un allenamento eminentemente di carattere aerobico, corso su ritmi più lenti rispetto a quello della gara-obiettivo, ma sensibilmente più svelto della corsa lenta. Banalmente, se il mio obiettivo è correre 10km in 40′, la mia corsa media non dovrà essere più veloce dei 4’15/4’20″/km. Chiaramente, la distanza da percorrere varia in funzione della gara che si programma. Il medio è utilissimo nella prima fase della preparazione, nella costruzione aerobica. La tempo run, invece, attiene allo sviluppo della soglia anaerobica e consiste in una corsa da svolgersi su ritmi per l’appunto prossimi a quello della propria soglia anaerobica, quindi indicativamente prossimi al ritmo della mezza maratona. La si svolge prevalentemente nella fase centrale della preparazione, proprio per stimolare l’aspetto anaerobico senza scivolare nella produzione di lattato. Nella preparazione di una maratona, sovente utilizzo per me stesso e per i miei atleti un metodo misto, appunto variato, funzionale a stimolare entrambi gli aspetti aerobico ed anaerobico ed anche per rendere l’allenamento meno monotono e più brillante. E voi? Quale tipologia di allenamento preferite?